lista dei testimoni

L’art. 468 c.p.p. impone alle parti che intendano chiedere l’esame di testimoni, periti, consulenti tecnici e imputati in reato connesso ex art.210 c.p.p. il deposito della relativa lista presso la cancelleria del giudice procedente almeno sette giorni prima dell’udienza con l’indicazione delle circostanze su cui verterà l’esame.

Detto deposito, dunque, rappresenta l’adempimento previsto espressamente a pena di inammissibilità affinché siano ammesse successivamente le prove orali proposte in dibattimento ex art.493 c.p.p, consentendo alla parte di conoscere in anticipo quali saranno i testi che potrà richiedere l’avversario processuale e su quali argomenti verteranno le domande che verranno loro poste (in tal senso Cass. Sez. I 22.1.99 Gusinu CED 214108).

E’ pacifico che l’obbligo di deposito della lista riguardi unicamente le prove orali e non quelle documentali (Cass.Sez.VI 14.2.95 Rollandin Cass.Pen.1996, 834; Cass. Sez. II 22.11.94 Seminara Cass.Pen.1996, 844). Quanto alla persona offesa, secondo parte della giurisprudenza (Cass.Sez.V 25.2.92 Nazzaro CED 191623; Cass.Sez. V 12.7.90 Molina CED 185303) il relativo nominativo andrebbe inserito in lista quando si intende sentirla come testimone mentre, a detta di altre pronunce (Cass. Sez. IV 20.5.92 Zito Riv.Pen. 1993,342; Cass.VI 8.10.90 Mori CED 186917), il mancato inserimento della persona offesa nella lista testi non è causa di inammissibilità dell’esame della stessa, posto che la sua citazione a giudizio è comunque obbligatoria per legge (ex artt.552 comma III c.p.p. con riferimento al giudizio per citazione diretta).

 Sono tenuti alla presentazione della lista il pubblico ministero, l’imputato, il responsabile civile e la parte civile purchè costituita prima della scadenza del termine di cui all’art.468 c.p.p. A termini di legge non sarebbe consentito il deposito della lista alla persona offesa che, infatti, come previsto dall’art.90 c.p.p., può solo presentare memorie ed indicare elementi di prova; tuttavia, secondo parte della giurisprudenza, la persona offesa, pur non costituita parte civile, ha la possibilità di chiedere al giudice l’audizione di testi di cui alla lista depositata 7 giorni prima della udienza (Cass. VI 19.3.12 n.18159; Cass. IV 4.2.11 n.4372; Cass. VI 25.11.10 Aliquò; Cass. Sez. VI 13.07.99 Cucinotta Cass.Pen. 2001,1301; Cass. III 8.3.05 Di Giovannantonio CED 231983; Cassazione penale , sez. IV,21 aprile 2000, n. 7401 Colicigno Cass.Pen.2001,3118 cuntra Cass. VI 3.3.97 Burlin ; Cass.V 31.10.96 Papa; Cass.III 21.1.00 n.2512).

Secondo alcune pronunce,  inoltre , in caso di costituzione di parte civile avvenuta fuori udienza è comunque consentito alla persona offesa di depositare previamente la relativa lista testi anche prima che sia stata notificata alle altre parti detta costituzione come imposto dall’art. 78 comma II c.p.p. (Cass. IV 14.1.11 Bonardi; Cass. Sez. V 8.6.05 Neroni Cass.Pen. 2006, 3736 e Cass. Sez. III 21.1.00 Scotti n.2512 in Riv.Pen. 2000,330). Secondo quanto sancito dall’art. 493 comma II c.p.p., solo la prova orale che non si è potuta indicare tempestivamente può comunque essere richiesta e ammessa in assenza del deposito della relativa lista.

La giurisprudenza consente detta riammissione seguendo canoni più ampi di quelli comunemente riconducibili alle ipotesi di caso fortuito o forza maggiore con valutazione rimessa solo al giudice di merito (Cass.Sez.III 15.1.04 Sevà CED 227442; Cass.Sez.VI 16.10.95 Pulvirenti Cass.Pen.1997,1413) e consente, in tali ipotesi, l’articolazione di prova contraria (Cass.Sez.VI 3.12.93 Faccin Cass.Pen.1995,1550; Cass.Sez.VI 16.10.95 Pulvirenti cit.).

Detta riammissione in termini è stata riconosciuta anche alla parte civile (Cass. Sez. 18.2.94 Quattromini Cass.Pen.1995, 207; Cass. Sez. V 10.07.02 Beretta Guida Dir. 7.12.02, 47, 81; Cass. Sez. VI 3.3.97 Burlin CED 208200). L’eventuale sostituzione del difensore non comporta rimessione in termini per il deposito della lista testi ed il nuovo patrocinatore svolgerà il suo mandato nelle condizioni processuali che trova al suo ingresso nel procedimento (Cass. Sez. III 24.11.99 Crescenzio CED 215303).Si riaprono i termini di richiesta di prove in caso di modifica del capo di imputazione per cui in tal caso il deposito della lista non è necessario (Cass. Sez. VI 12.7.00 Pinto CED 216926).

Parimenti non è necessario il deposito della lista per eventuali testi richiesti a prova contraria ex art. 468 comma IV c.p.p. ( Cass.III 22.4.2010 Arseni; Cass. Sez.VI 30.08.93 Kinkela CED 194960; Cass. Sez. VI 8.9.95 Zadnich CED 202275; Cass. Sez. V17.2.03 Tortolo CED 228023 cuntra isolata Cass. VI 6.5.2010 Martelli) .

In caso di nullità della citazione a giudizio la lista depositata resta valida (Cass. II 18.5.2010 Spinelli). La lista deve essere depositata, come previsto espressamente dall’art. 468 c.p.p., presso la cancelleria del giudice competente per il giudizio dalle parti o dai rispettivi difensori e comunque a prescindere dal rilascio di procura speciale ad hoc ( Cass. Sez. VI 5.2.92 Scialpi Riv.Pen. 1993, 375).

Non è previsto termine iniziale ( Cass. Sez.VI 4.9.92 Flammia Arch. Nuova Proc.Pen. 1993, 123 ) mentre quello finale è di sette giorni interi e liberi (in ossequio all’art.172 c.p.p. anche secondo Cass. Sez. III 23.4.94 Proietto Giust.Pen. 1995,III, 59) ma gli stessi non si computano durante il periodo di sospensione feriale (Cass.Sez.III 15.11.2005, Arch.Nuova Proc.Pen.2007,108).

Secondo l’orientamento consolidato della Suprema Corte, i sette giorni previsti dalla disposizione in esame devono precedere la data di trattazione effettiva del procedimento per cui è ammesso il deposito (o integrazione della lista) in caso di rinvio senza che sia esaurita la fase degli atti introduttivi e sia aperto il dibattimento oppure in caso di rinvio a nuovo ruolo (ex pluribus Cass. 27.1.16 n.6024; Cass. 21.1.10 Stabile ; Cass.II 14.10.10 D’Agostino; Cass. Sez. VI 20.04.04 Grandi CED 229138; Cass. Sez. V 3.06.04 Armanno e altri Guida Dir. 26.02.05, 8,94; Cass. Sez. V 28.09.01 Bragaglia Cass.Pen. 2002,3783; Cass. Sez. I 13.10.01 Baggetta Guida Dir. 29.12.01,50, 85; Cass. Sez. V 1.9.99 Manti Cass.Pen. 2000,2307; Cass. Sez. VI 16.10.98 Ottanasio Guida Dir. 1999, n.7,103; Cass. Sez. III 23.4.94 Proietto cit.; Cass. Sez. II 12.5.94 Chionne Cass.Pen. 1995,2923) o in caso di rinnovazione del decreto di citazione (Trib.Grosseto 25.5.92 Archivio Nuova Proc.Pen. 1992, 724) anche se solo per alcuni coimputati (Cass. II 12.3.94 Chionne cit.) o di rinvio per mancata citazione della persona offesa (C.App. Cagliari 10.7.96 Basciu inedita).

Resta in termini per il deposito della lista sette giorni prima della data fissata per la nuova udienza anche la parte civile costituita per il giorno fissato per l’udienza in caso di rinvio senza aprire il dibattimento (Cass. Sez.V 31.10.96 Papa CED 207452) .

Dalla espressa indicazione dell’art.468 c.p.p. sembra potersi evincere che l’omesso o intempestivo deposito della lista comporti inammissibilità delle relative prove orali rilevabile d’ufficio e insanabile (in tal senso Cass. Sez. VI 17.4.98 Piccardi in Cass.Pen. 1999, 2877).

Secondo altro orientamento, il vizio sarebbe rilevabile solo su istanza di parte oppure rilevabile d’ufficio qualora si sia verificato il mancato accordo delle parti che, consensualmente, potrebbero rinunciare alla sanzione ed infatti la Suprema Corte ha stabilito che la controparte può eccepire la decadenza ma, se ciò non avviene, non sarà possibile riproporre la questione in appello poiché considerata rinuncia per acta concludentia (Cass. Sez. I 29.7.99 Vece CED 215131).

D’altronde, nessuna nullità è prevista in caso di erronea ammissione di prove non indicate tempestivamente tramite lista non essendo tale sanzione espressamente regolata dalla legge (; Cass. V 10.2.10 n.15235; Cass. V 11.11.04 n.46317; Cass. Sez. VI 16.10.95 Pulvirenti cit; Cass. Sez. VI 1.2.05 Zaratin Cass.Pen. 2006, 3276) così come nessuna inutilizzabilità è sancita in caso di assunzione della deposizione di teste non indicato in alcuna lista non essendovi specifico divieto di assunzione ex art. 191 c.p.p. (Cass. Sez. V 11.11.04 Scuderi CED 230460; Cass. Sez. VI 1.2.05 Zaratin cit. ; Cass. Sez. VI 21.1.04 Rota Cass.Pen. 2005, 1560; Cass. Sez. I 18.3.93 Radisi Giust.Pen 1995, III, 211) o di teste sentito con lista depositata oltre i termini (Cass.V 21.4.2010 n.15325).

Tuttavia, la Suprema Corte afferma anche che, qualora l’illegittima l’assunzione di una prova orale, avvenuta nonostante la relativa lista fosse stata depositata fuori termine, venga ritualmente eccepita, la sentenza risulti viziata da errore di diritto rilevabile in ogni stato e grado del processo ( Cass. Sez. VI 2.11.04 Taurino CED 230653).

Ciò in quanto l’assunzione di teste non in lista o in lista furoi termine è inutilizzabile (CAss.III 1.7.13 n.28371) Pur se la norma parla di deposito, la giurisprudenza ammette l’invio con mezzi tecnici ex art.150 c.p.p (es. a mezzo fax) ma solo qualora non venga richiesta anche l’autorizzazione alla citazione (Cass. I 29.10.14 n.44978 ; Cas. IV 12.12.12 Giordano; Cass. Sez. VI 10.07.96 Rover Cass.Pen. 1997, 3049).

Da ultimo però vedasi Cass. II 1.3.16 n.23343 che consente l’inoltro a mezzo fax sempre mentre secondo Cass.26.10.16 n. 6883 non è possibile l’inoltro a mezzo pec. Ad ogni modo non è causa di nullità della relativa ordinanza l’ammissione dei testi indicati in lista depositata via fax (Cass.V 3.6.2010 Accordino; Cass.I 24.09.08 Pisa;).  

Una volta avvenuto il deposito, la parte ha assolto al suo onere per cui non potrà pregiudicare l’ammissione della prova un eventuale mancato inserimento nel fascicolo del dibattimento da parte del personale di cancelleria (in tal senso Cass. Sez. VI 17.2.94 Montini Arch.Nuova proc.Penale 1995,131 con riferimento ad una lista che riguardava più procedimenti).

Nessuna invalidazione processuale è prevista neanche in caso di presentazione della lista presso la cancelleria di una sezione diversa da quella competente per il giudizio (Cass. Sez. VI 20.9.94 Porcedda Cass.Pen. 1996,1847).

A pena di inammissibilità, rilevabile d’ufficio e insanabile ( Cass. Sez. VI 17.4.98 Piccardi cit.; Cass. Sez. III 30.11.92 Carnabuci , cit.), devono essere indicati nella lista i testi, i consulenti tecnici, iperiti, gli imputati in reato connesso ex 210 c.p.p nonché le circostanze su cui dovrà vertere il relativo esame.

E’ ammessa dalla Suprema Corte l’indicazione alternativa del teste ( es. uno dei 2 agenti intervenuti) posto che la fungibilità del teste non incide sul fatto da provare che rimane identico ( Cass. Sez. VI 13.3.00 Pontani Guida Dir. 2000, n.19, 75) e per tale motivo è consentito che in sede di introduzione delle prove venga chiesta l’audizione di un teste diverso da quello indicato in lista purchè su identiche circostanze dedotte in lista (qualora vi sia fungibilità delle funzioni cui si riferiscono dette circostanze che si intendono provare mediante testimonianza secondo Cass. Sez. VI 9.1.04 Riboni CED 228316; Cass. Sez. I 15.12.00 Saccucci Cass.Pen. 2002, 1735); non è possibile invece sentire un teste non in lista per provare nuova circostanza di fatto ( Cass. Sez. II 23.10.91 Marinkovic Cass.Pen. 1993, 1165). E’ stata altresì consentita l’indicazione generica e non nominativa del teste da escutere (es.accertatore dell’INPS) ove detto nome sia facilmente reperibile e conoscibile dall’imputato alla luce della qualifica attribuita al teste ( Cass. III 25.09.07 n.38501 F.).

La giurisprudenza consente comunemente la indicazione delle circostanze per relationem ( ex plurimis Cass. Sez. V 29.11.00 Bindi CED 217971; Cass. Sez. IV 8.3.00 Longino Guida Dir. 2000 n.18; Cass. Sez. III 30.6.99 Cola CED 214444 ; Cass. Sez. I 2.5.99 Gusinu cit.) ai fatti ricompresi nel capo di imputazione (Cass III6.5.10 n.32530Cass. II 23.09.08  n.38526 Cass V29.11.00 n.269  Cass. Sez. VI 3.11.05 Di Boscio Guida Dir. 18.3.06 n.11,98 ) o in altri atti che devono essere noti, conosciuti o conoscibili, alle parti e al giudice e sufficientemente specificati ( Cass. Sez. VI 17.4.98 Piccardi cit. Cass. Sez. III 9.20.05 Latini Cass.Pen. 2006, 3276; Cass. Sez. VI 31.10.92 Tondi Cass.Pen.1994,322; Cass. Sez. V 19.9.92 Trottini CED 192254; Cass. Sez. VI 28.10.94 Vianello CED 201803) mentre vi è obbligo di indicazione specifica se le circostanze si discostino dal capo di imputazione ampliando la tematica da proporre in istruttoria ( Cass. Sez.V 5.10.05 Mele Cass.Pen. 2007,214) oppure si versi su fatti complessi con molteplici imputati e capi di imputazione (Cass.III 6.5.2010 n.32530; Cass.II 23.09.08 Chiaccianoce; Cass. III 19.10.05 Latini; Cass. V 29.11.00 Bindi); in particolare, sono comunemente ammesse le espressioni che, nell’indicare l’oggetto delle circostanze su cui dovrà vertere l’esame orale, si riferiscono ai «fatti di causa» o «inerenti all’imputazione» ( Cass. Sez. V 22.9.92 Cavassa Cass.pen. 1994,1874) o «alle circostanze di cui all’atto di querela» (Cass. Sez. I 25.5.94 Turino Cass.Pen. 1995,3376 ) o ai «fatti delle indagini svolte» (Cass. Sez. II 22.9.92 Di Laora CED 192901) o «a conferma delle accuse fatte» (Cass. Sez. VI 4.9.92 Flammia cit. ) o con riferimento al contenuto di atti redatti da pubblico ufficiale (Cass. Sez. III 28.2.97 Ruggiero CED 206943).

E’ stato ritenuto inammissibile, invece, il riferimento a rapporto di polizia giudiziaria illegittimamente inserito nel fascicolo del dibattimento ed espunto prima dell’apertura ex 491 c.p.p ( Cass. Sez. V 12.5.93 DI Rezza Cass.Pen. 1995,6). Si esclude inoltre una formulazione per capitoli della prova come accade in sede civile che anzi comporterebbe già domande suggestive per il teste e per tale motivo la Cassazione ritiene detta lista testi inammissibile ( Cass. Sez. I 21.1.92 Daniele Cass.Pen. 1993,1796).

In caso di inadeguata o mancata articolazione delle circostanze su cui verterà l’esame la giurisprudenza è divisa e alterna diverse soluzioni : 1) inammissibilità dei testi senza possibilità di supplire ex art. 507 c.p.p. (Cass. Sez. II 22.09.92 Di Laora Giur.It. 1994,III,468; Cass. Sez. VI 4.2.92 Reggio Emilia e altro CED 189383); 2) inammissibilità solo in caso di capitolazione così incompleta che non sia possibile ricavare dal contesto generale l’oggetto di essa (Cass. Sez. VI 17.4.98 Piccardi cit.; Cass. Sez. VI 3.2.94 Romoli Cass.Pen. 1995,1537); 3) nessuna inammissibilità (Cass. Sez. II 2.12.1992 Di Fonzo Cass.Pen.1995,,233; Cass. Sez. III 20.10.92 Albarelli CED 192619; Cass. Sez. IV 19.12.91 Foro It. 1992, II, 542; Cass. Sez. III 30.11.92 Carnabuci Arch.Nuova Proc.Pen. 1993,307) .

Altra recente decisione ipotizza la inutilizzabilità della fonte in caso di mancata indicazione delle circostanze in lista solo quando al teste si chiede un contributo di conoscenza contenente un quid pluris rispetto a quanto descritto nel capo di imputazione (Cass. Sez. V 5.10.05 Grispo cit.) .

La discovery è salvaguardata quando la capitolazione pur se non specifica sia idonea ad articolare una controprova ( Cass. Sez. VI 11.12.92 Ferroni Cass.Pen. 1994,1552).

Ad ogni modo se nonostante la carenza di autorizzazione alla citazione per genericità della capitolazione delle prove il teste comunque venga sentito non vi è alcuna inutilizzabilità (Cass. V 18.4.2001 Di Clemente) L’omissione della necessaria indicazione delle circostanze innanzi al Giudice Monocratico ex 555 comma I c.p.p è senza dubbio una mera svista del legislatore ed infatti la previsione viene riproposta per il procedimento innanzi al Giudice di Pace dall’art.29 II Dlgs 274/00.

Costituisce contenutomeramente eventuale della lista la richiesta di autorizzazione alla citazione ma in tal caso il giudice (senza che ciò precluda la successiva ammissione delle prove in dibattimento) esclude le prove cuntra legem e quelle manifestatamente sovrabbondanti (ma secondoCass. Sez. V 26.9.96 Locata Cass.Pen. 1998, 1384 anche quelle non pertinenti).

Il provvedimento autorizzativo non è impugnabile neanche in Cassazione ( Cass. Sez. VI 24.8.95 Ferretti Cass.Pen. 1997, 90).

La richiesta di autorizzazione alla citazione del teste eventualmente contenuta nella lista teste è in grado unicamente di consentire al giudice di sanzionare la persona regolarmente citata e non comparsa ed al contempo di richiederne l’accompagnamento coattivo cime previsto ex art.133 c.p.p.; dunque, anche in caso di mancata richiesta o rilascio di autorizzazione, sarà possibile egualmente citare il teste indicato in lista o accompagnarlo o farlo presenziare in dibattimento. In ogni caso, il giudice, come previsto dagli artt.468 comma II c.p.p. e 145 disp.att. c.p.p., può stabilire che la citazione dei testi sia effettuata per la data fissata per il dibattimento o per altre successive udienze nelle quali sia previsto l’esame in modo da meglio ottimizzare l’avanzamento della istruttoria dibattimentale.

Apparentemente nessuna decadenza è prevista in caso di omessa citazione di teste autorizzato mediante deposito regolare di lista o non presentato in dibattimento previo regolare deposito poiché le cause di decadenza devono essere espressamente previste ex lege ( CAss. V 1.4.15 n.29562; Cass. III 18.2.2010 CED 246604 ; Cass. III 22.10.08 CED 241684; Cass.III 13.6.07 CED 237074; Cass. V 12.08.05 CostanzoCass. Sez. V 28 marzo 2000 Nicoletta Dir.Giust. 2000, n.23, 56; Cass.VI 24.2.99 Cristaudo; Cass. II 17.10.094 Miceli CED 199705) e né può essere considerata rinuncia tacita alla prova poiché la mera inerzia non ha significato univoco ( Cass. Sez. V 21.3.01 Cera Dir.Giust. 2001 n.17, 60).

La Corte di Cassazione (Cass. III 22.10.08 Agnello ; Cass. V 28.4.05 Carrassi ; Cass. III 18.2.2010 Cirullo; Cass. Sez.V 23.11.06 Egidi Cass.Pen. 2008,4660) ha altresì precisato che in caso di omessa citazione il giudice non può revocare l’ordinanza di ammissione salvo adeguata motivazione circa la superfluità della prova stessa ma deve rinviare per consentire nuova citazione o qualora il rinvio per consentire nuova citazione comporti ritardo della decisione (Cass. IV 23.1.13 n.21602; cass. V 1.4.14 n.29562; Cass. III 10.6.14 n.36850; Cass. V 7.7.14 n.29562;Cass.III 9.4.2010 Cirullo). Di contrario avviso sono altre sentenze della Suprema Corte (Cass. 25.1.17 n.22585 ; Cass.7.1.15 n.2324; Cass. III 13.7.12 Fotì n.28136; Cass.III 11.11.08 Sinigaglia ; Cass. Sez. IV 11.6.99 Mattei Arch.Nuova Proc.Pen 2000, 207, Cass.V 16.6.05 Costanzo CED 232215 e Cass. Sez. VI 24.2.99 Cristaudo Cass.pen. 2000, 2006) le quali propendono per la decadenza sul presupposto che esistono casi di c.d. decadenza implicita cioè di perdita del relativo potere una volta spirato il termine previsto dalla legge con l’invalidità conseguente l’atto tardivo (come ad esempio per la richiesta di patteggiamento avanzata dopo l’apertura del dibattimento) ed in tal senso si sono espresse anche le Sezioni Unite (Cass. Sez. Un. 31.1.01 Romano e altri Dir.Pen.Proc. 2001, 332 e Cass. Sez. III 22.1.93 Ricca CED 192746 che tuttavia parlano di rinuncia tacita alla prova se l’omessa citazione non viene giustificata con conseguente revoca di ordinanza ammissiva purchè vi sia consenso almeno implicito della controparte ex art.495 comma IV bis c.p.p).

Per la linea rigida anche Cass. III 13.6.07 Licitra Giust.Pen. 2008,III,182 nella quale si sostiene che, in caso di mancata citazione, il difensore non è legittimato a chiedere rinvio per l’escussione dei testi non presenti e non citati (senza alcuna decadenza per cui in caso di rinvio ad altra udienza per ragioni diverse potrà comunque citare i testi assenti) ma altresì Cass. III 11.11.08 Sinigaglia e Cass. III 8.4.14 n.20267secondo la quale la mancata citazione equivale a rinuncia e da ultimo Cass.II 27.3.13 n.14439 che sostiene la perentorietà del termine attribuito ex art. 468 comma II c.p.p. Dello stesso parere Cass.Sez.III 37555/13 ove si specifica che, salvo la prima udienza, la parte che non cita i testi per le udienze successive fissate appositamente per l’audizione decade dalla prova (conforme Cass VI 2324/15 Zampagni).

Appare pacifico che la mancata citazione dei testi per la prima udienza non comporti alcuna decadenza visto che il giudice, al di là della eventuale autorizzazione alla citazione richiesta, non ha ancora ammesso le prove (Cass. V 28.4.05 Carrassi CED 232561 con specifico riferimento al procedimento innanzi al Giudice di Pace ).

Va altresì specificato che qualora nel decreto autorizzavo non sia indicato la data di udienza per la citazione nessuna decadenza si configura in caso di omessa citazione del teste (Cass. V 10.3.09 Vercesi). Ad ogni  modo qualora il giudice revochi l’ordinanza di ammissione del teste non citato la nullità va eccepita subita altrimenti resta sanata (Cass.III 12.5.2010 n.24302; Cass. III 26.11.09 Panella).

In caso di teste non comparso per impedimento ritenuto dal giudice non legittimo l’ordinanza che rigetta la richiesta di rinvio del difensore per sentirlo è affetta da nullità che va eccepita immediatamente (Cass.III 12.2.09 Bisiol; Cass.III 6.12.05 Guatta).

In ogni caso, una volta ammessa la prova testimoniale, la eventuale decadenza della parte istante non pregiudica il diritto delle altre parti all’esame ( Cass. Sez. I 28.4.97 Donato Giust.Pen. 1998, III,245; Cass. Sez. IV 21.3.97 Falchi Guida Dir. 1997, n.30,71) e lo stesso è previsto dall’art.495 comma IV c.p.p. in caso di rinuncia alla prova da parte dell’istante. Esplicita decadenza è prevista invece dall’art.29 Dlgs 274/00 qualora vi sia stata l’omessa citazione del teste a cura del richiedente quando il Giudice di Pace, dopo aver aperto il dibattimento, fissa altra udienza per la trattazione autorizzando le parti alle rispettive citazioni.

In caso di rinvio ad udienza fissa è dubbio se spetti alle parti citare i propri testi non comparsi (Cass. Sez. Un. 31.1.01 Romano e altri cit. Cass. Sez. VI Cirasa CED 215116; Cass. Sez. V 8.6.99 Manta CED 214470 salvo rinnovazione del decreto di citazione a giudizio) oppure al giudice una volta che le prove orali siano state ammesse (Cass. Sez. III 24.8.00 Palano Arch.Nuova Proc.Pen. 2000,497; Cass. Sez. I 6.7.99 Zema Arch. Nuova Proc.Pen. 2000,97; Cass. Sez. II 21.5.99 Fastugno CED 215084; Cass. Sez. II 21.5.99 Marziano Foro It. 2000,II,70) .

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